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sabato 5 agosto 2017

Venezuela. Si insedia la Costituente voluta da Maduro. Inascoltato l'appello del Papa

La Repubblica
Attraverso una nota della Santa Sede, il Pontefice aveva chiesto di "sospendere" il nuovo organismo che "fomenta tensione e scontro". La risposta della presidente dell'Assemblea: "No ad ingerenze straniere". L'oppositore Ledezma torna ai domiciliari. Mercosur verso sospensione di Caracas dall'unione doganale. 


L'Assemblea Costituente del Venezuela si è insediata nel Parlamento di Caracas e ha dato il via alla sua prima seduta. L'organismo voluto da Maduro per riscrivere la Costituzione e soprattutto svuotare di ogni prerogativa il Parlamento di cui, dopo la sconfitta alle politiche del 2015, ha perso il controllo è presieduto da Delcy Rodriguez, 47enne ex ministra degli Esteri e fedelissima di Maduro, proposta dal politico chavista Diosdado Cabello e appoggiata dai 538 membri dell'assemblea. 

L'ex vice presidente Aristobulo Isturiz è il primo vice presidente, mentre il secondo è l'ex procuratore generale Isaias Rodriguez. Il presidente Nicolas Maduro incassa anche il verdetto favorevole del tribunale che ha respinto la richiesta della procuratrice generale Luisa Ortega Diaz di bloccare l'insediamento della Costituente. 

"Il sesto tribunale di prima istanza in funzioni di controllo del circuito penale dell'area metropolitana di Caracas decreta la nullità assoluta della richiesta presentata da rappresentanti del Ministero pubblico contro l'insediamento", si legge in una nota della Corte Suprema. E in nottata, secondo una fonte governativa, il Tribunale Supremo avrebbe destituito la stessa procuratrice generale, Luisa Ortega Diaz, unica figura istituzionale che si opponeva ancora a Maduro.

All'esterno del Parlamento, l'opposizione ha organizzato un'imponente manifestazione, ma anche i partigiani di Nicolas Maduro sono in strada per difendere la svolta autoritaria del presidente. Dalle 9 locali, le 15 italiane, i simpatizzanti del presidente hanno iniziato a concentrarsi in almeno tre punti della capitale, quasi tutti vestiti di rosso, il colore simbolo della cosiddetta rivoluzione bolivariana.

Cade così nel vuoto l'appello di papa Francesco, che ore prima aveva chiesto, attraverso una nota della Segreteria vaticana, di sospendere "le iniziative in corso come la nuova Costituente che, anziché favorire la riconciliazione e la pace, fomentano un clima di tensione e di scontro e ipotecano il futuro. Si creino le condizioni per una soluzione negoziata".

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