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domenica 27 agosto 2017

Trump concede la grazia a Joe Arpaio, lo sceriffo anti-immigrati. Critiche dallo speaker della Camera Ryan

Corriere della Sera
Una decisione che promette polemiche. L’amministrazione, intanto, perde un altro pezzo: lascia l’incarico il vice assistente Gorka esperto in antiterrorismo e sicurezza.

Donald Trump ha concesso la grazia all’ex sceriffo anti-immigrati dell’Arizona Joe Arpaio, che era stato condannato per aver preso di mira nei suoi controlli i clandestini. La notizia viene confermata dalla Casa Bianca. 

Una decisione in questo senso era attesa ma il presidente Usa aveva rimandato l’annuncio, nei giorni scorso, per evitare polemiche. Arpaio è infatti un sostenitore delle prima ora del presidente e secondo quanto scritto dal Washington Post Trump chiese la scorsa primavera all’attorney general Jeff Sessions se il governo poteva lasciar cadere il processo a carico dell’ex sceriffo Joe Arpaio, suo fervido sostenitore durante la campagna elettorale e partner nella crociata contro l’immigrazione illegale. Ma al presidente fu risposto che sarebbe stato inappropriato. Il tycoon decise quindi di lasciar proseguire il procedimento e di garantire la grazia in caso di condanna.
Lo sceriffo più duro d’America
«Sono lieto di comunicare che ho appena concesso la grazia all'85enne sceriffo patriota Joe Arpaio. Ha reso l'Arizona più sicura» ha scritto Trump su Twitter. Arpaio, che si autodefiniva «lo sceriffo più duro d’America» era stato riconosciuto colpevole di aver ignorato l’ordinanza di un giudice e accusato di violazione dei diritti civili e discriminazione razziale verso la comunità dei latinos. Della «caccia ai clandestini» lo sceriffo di Maricopa (Arizona) aveva fatto una vera e propria bandiera.

I ringraziamenti di Arpaio
Nella giornata di sabato arriva anche il ringraziamento dell’ex controverso sceriffo dell’Arizona per la clemenza ricevuta ieri e per «considerare la mia condanna per quello che è: una caccia alle streghe politica da parte dei superstiti al dipartimento giustizia di Obama!». «Sono commosso e incredibilmente grato al presidente Trump: non vedo l’ora di mettermi dietro le spalle questo capitolo e aiutare #Maga (`Make America great again, ndr)´», ha aggiunto su Twitter Arpaio.

L’amministrazione perde un altro pezzo
E se la decisione di graziare Arpaio promette di scatenare critiche, qualche polemica potrebbe arrivare anche dopo le dimissioni di Sebastian Gorka, vice assistente del presidente esperto in questioni di sicurezza e anti terrorismo. L’amministrazione Trump perde dunque un altro pezzo.

Speaker della Camera polemico
Duro il commento di Paul Ryan, speaker della Camera. «Non è d’accordo con la decisione. I dirigenti delle forze dell’ordine hanno una speciale responsabilità nel rispettare i diritti di tutti in Usa. Non dobbiamo consentire a nessuno di credere che tale responsabilità sia ridotta da questa grazia», ha riferito Doug Andres, portavoce di Ryan.

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