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sabato 5 agosto 2017

Libia. L'Unhcr avverte: "Hotspot? Solo lager e prigioni orribili"

Il Fatto Quotidiano
"Non ci sono Campi o Centri per i migranti in Libia, ma solo prigioni, alcune controllate dalle autorità, altre da milizie e trafficanti, e vi sussistono condizioni orribili". Vincent Cochetel, inviato speciale dell'Unhcr per la rotta del Mediterraneo Centrale, ci tiene ad evidenziare quali siano davvero le condizioni dei migranti in Libia.
In un'intervista all'Ansa spiega: "Chiunque venga sbarcato sulle coste libiche torna in queste carceri. Possiamo sperare che un giorno ci saranno centri decenti e aperti, ma oggi non esistono". 

Sulla missione navale italiana di supporto alle autorità di Tripoli, l'inviato speciale dell'agenzia Onu per i rifugiati spiega: "Va bene che l'Italia e altri contribuiscano ad accrescere la capacità della Guardia costiera libica, ma deve essere fatto secondo gli standard dei diritti umani e nella piena coscienza di quanto avviene nelle carceri libiche.

Ed è anche importante educare la Guardia costiera libica agli standard dei diritti umani, assicurare che nessuno tra loro colluda con i trafficanti, e che chi lo fa sia processato"
. Sul Codice di condotta per le Ong l'Unhcr "non ha obiezioni".

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