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domenica 13 aprile 2014

Camerun: preoccupazione per l’afflusso di profughi centrafricani abbandonati a se stessi

Radio Vaticana
Cresce la preoccupazione in Camerun per l’afflusso di rifugiati dalla confinante Repubblica Centrafricana nel dipartimento di Mayo-Rey, nel nord del Paese. Migliaia di rifugiati, in fuga dalle violenze dei diversi gruppi armati (Seleka e anti balaka) sono concentrati nelle località di Mbaimboum e Touboro, alla frontiera tra i due Paesi. 

Né le autorità locali né le organizzazioni internazionali prestano assistenza a queste persone, che sono abbandonate a loro stesse o, nei migliori dei casi, possono contare sulla solidarietà di parenti e amici camerunesi.

Dalle testimonianze raccolte dall’agenzia Fides, diversi profughi raccontano alla stampa locale che vanno e vengono attraverso la frontiera a seconda della situazione nel loro Paese di origine. Secondo i commercianti locali, tra i centrafricani che si rifugiano in Camerun vi sono anche banditi e guerriglieri che nascondono le armi in territorio camerunese per poi compiere assalti in Centrafrica. Sul versante camerunese si è registrato un aumento delle rapine e degli assalti alle automobili lungo le strade. Ha destato allarme l’uccisione nella loro casa a Touboro di una madre e del suo bambino ad opera di un gruppo di banditi. Le autorità di Yaoundé hanno creato il 13 marzo un Comitato interministeriale per registrare i rifugiati. (R.P.)

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