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mercoledì 3 luglio 2013

Stati Uniti: detenuti Guantánamo in sciopero fame chiedono sospensione alimentazione forzata

Ansa
Quattro prigionieri in sciopero della fame da mesi nel supercarcere della base militare Usa di Guantánamo, a Cuba, hanno avviato un’azione legale affinché venga interrotta la loro alimentazione forzata da parte del personale del carcere stesso, che loro definiscono come una forma di tortura e affermano che viola l’etica medica. 

In una istanza presentata al tribunale federale di Washington dal loro difensore, l’avvocato Jon Eisenberg, i quattro detenuti affermano che l’alimentazione forzata impedisce loro anche di praticare il dovere religioso islamico del digiuno durante il mese di Ramadan ed è pertanto in contrasto anche con le Convenzioni di Ginevra. 

Il Dipartimento della giustizia non ha ufficialmente reagito, ma secondo fonti di stampa intende opporsi all’istanza dei quattro detenuti, Ahmed Belbacha, Shaker Aamer, Abu Wàel Dhiab e Nabil Hadjarab. Attualmente si trovano a Guantánamo 166 detenuti, la maggior parte dei quali è incarcerata senza incriminazioni da oltre un decennio

Di loro, oltre un centinaio ha avviato uno sciopero della fame sin dal febbraio scorso, in seguito ad accuse di oltraggio da parte degli agenti di custodia a copie del Corano e poi allargatasi in una più vasta protesta per le condizioni di detenzione nel carcere e per il fatto che il loro destino rimane ancora oscuro.

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