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sabato 27 maggio 2017

Auguri a tutti i lettori di fede islamica: "Ramadan Mubarak"

Blog Diritti Umani - Human Rights

"In occasione dell'inizio del mese di Ramadan, 
un augurio di pace a tutti i lettori di fede islamica,
Ramadan Mubarak"

Incredibile - Presidente delle Filippine Duterte incita i militari allo stupro: “Se vi capita, dirò che l’ho fatto io”

La Stampa
«Se vi capita di stuprare tre donne, dirò che l’ho fatto io». Lo ha detto ieri sera il presidente filippino Rodrigo Duterte, in un discorso fatto ai soldati impegnati a far rispettare la legge marziale imposta sull’isola di Mindanao in seguito alla presa di parte della città di Marawi da parte di un gruppo di combattenti islamici affiliato all’Isis. 

«Sarò io a prendermi la responsabilità. Andrò in prigione per voi. Voi fate il vostro lavoro, e io mi prenderò cura del resto», ha detto il leader di Manila prima di aggiungere la frase incriminata, detta con tono scherzoso.

Non è la prima volta che Duterte - noto per la sua parlata «popolana» e volgare - menziona la violenza sessuale nei suoi comizi. Prima di essere eletto un anno fa, aveva fatto dell’umorismo su uno stupro di gruppo ai danni di una missionaria australiana uccisa nel 1989 a Davao, da lui guidata. «Che peccato. Il sindaco sarebbe dovuto essere il primo», aveva detto a una folla di sostenitori, scatenando le risate del pubblico.

Congo - Coltan, minerale fondamentale per gli smartphone estratto da bambini e minatori sottopagati

Giornalettismo
Un’inchiesta inquietante quella di David Chierchini e Matteo Keffer di Nemo, il programma andato in onda ieri sera su Rai Due. I due giornalisti sono andati nella Repubblica del Congo, a scoprire la vita dei minatori del coltan, un materiale preziosissimo che serve alle grandi industrie della tecnologia per fabbricare smartphone, tablet, computer e altri strumenti utilizzati quotidianamente da un numero altissimo di persone. 



Una sorta di nuovo oro, che permette al mondo della rivoluzione tecnologica di andare avanti: ve la immaginate, oggi come oggi, una vita senza cellulare?

Eppure, estrarre questo minerale è pericolosissimo e il lavoro viene fatto da minatori sottopagati (il loro stipendio mensile è di 50 dollari per 12 ore al giorno di dura fatica), molto spesso da bambini. E così, mentre il ministro delle Miniere della Repubblica del Congo pensa a come costruire un nuovo dicastero, nega che i minori siano impiegati nelle cave e sostiene che la ricchezza derivante dall’esportazione del coltan sia ben distribuita nel Paese, la realtà è ben diversa.


Le immagini di Nemo mostrano lavoratori che operano in condizioni igieniche precarie, che non sono coperti nemmeno dai minimi standard di sicurezza e che rischiano quotidianamente la loro vita per poter dare un supporto economico alle loro famiglie. C’è, ad esempio, chi lavora in profondità, in luoghi quasi inaccessibili, dove le pareti della miniera possono crollare da un momento all’altro: se queste persone non riusciranno a estrarre il coltan dalle cave, non verranno pagate.


L'inchiesta di Nemo



Poi ci sono i bambini. Il governo nega qualsiasi loro coinvolgimento nelle attività estrattive, ma la troupe di Nemo ne scopre tantissimi con gli attrezzi da lavoro in mano. Alla vista delle telecamere, scappano e si nascondono: non vogliono essere scoperti, hanno paura di qualcosa. Succede anche questo nelle miniere di coltan del Congo.


Infine, l’inquietante rapporto economico. Un chilogrammo di coltan costa 20 dollari (prezzo imposto, secondo i minatori, da Paesi come il Belgio, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, macroproduttori di apparecchiature tecnologiche), per estrarne 20 (400 dollari, il ricavo) ci vogliono una settimana di lavoro e cinque operai. Uno smartphone (la percentuale di coltan utilizzata e irrisoria nei singoli dispositivi) ha un prezzo elevatissimo, i lavoratori delle miniere non riescono, con i loro 50 dollari al mese, a condurre una vita dignitosa. Il prezzo del nostro benessere.

Gianmichele Laino

venerdì 26 maggio 2017

Nuova strage di cristiani copti in Egitto. 35 morti in un attacco a bus di pellegrini, anche bambini

La Repubblica
Attacco armato a un convoglio di autobus che trasportava cristiani copti a Menyah, a 250 Km a sud dal Cairo. Un commando di dieci uomini armati di mitragliatrici e con addosso divise militari ha bloccato il mezzo, salendo a bordo e aprendo il fuoco sui passeggeri. 


Secondo quanto scritto da un testimone su Twitter, uno degli assalitori ha anche filmato il massacro.

Al momento il bilancio dell'attacco è di 35 morti, secondo quanto riferito su Twitter dall'ex portavoce della chiesa copta ortodossa, Anaba Ermya. Tra le vittime anche molti bambini. 

Il portavoce del ministero della Salute, Khaled Megahed, ha invece parlato di almeno 25 morti e 27 persone feriti. Ma il bilancio è in continuo aggiornamento.

Alabama - Scampò al boia sette volte: ma alla fine eseguita la pena di morte di Tommy Arthur

Globalist
Tommy Arthur condannato per la morte di un uomo nel 1982: i suoi legali avevano sempre trovato cavilli per rinciare l'esecuzione



Nulla da fare, purtroppo per lui: era stato soprannominato "Houdini" perché per ben sette volte era riuscito ad evitare il boia con vari appigli legali. Ma dopo l'ennesimo rinvio, per Tommy Arthur non c'è stato più nulla da fare e lo hanno fatto morire con una ineazione letale. Aveva 75 anni.
Arthur era stato condannato a morte nel 1983 dopo aver ucciso un uomo su commissione della moglie di quest'ultimo: per 33 anni, i suoi legali hanno cercato di convincere praticamente tutti i tribunali dell’Alabama e quelli federali d’appello che Arthur è innocente dell’omicidio per il quale è stato condannato a morte.
Una delle ultime carte da giocare fu quella di contestare il metodo d’esecuzione in quanto la nuova miscela di farmaci (sperimentata una sola volta in Alabama, nell’esecuzione di Christopher Brooks) avrebbe potuto dar luogo a una morte crudele, come già successo in passato in altri stati degli Usa.
La Corte suprema federale aveva esaminato una serie di ricorsi contro i nuovi protocolli dell’iniezione letale stabilendo che spetta al condannato a morte indicare un metodo alternativo che sia “praticabile e attuabile in tempi rapidi” e riduca significativamente il rischio di infliggere grave dolore fisico alla persona che sta per essere messa a morte.

Gli avvocati di Arthur hanno allora proposto il plotone d’esecuzione: si trattava evidentemente di una strategia legale, giacché l’obiettivo è che il loro cliente non venisse messo a morte in alcun modo.
Poi nulla hanno potuto i cavilli legali. 'Houdini' è stato ucciso

Migranti - 2017 annus horribilis: oltre 200 bambini morti in mare

Adnkronos
Sono almeno 200 i bimbi morti quest'anno lungo la pericolosa rotta del Mediterraneo centrale dal Nord Africa all’Italia, una media di più di un bambino al giorno. Sono le ultime stime dell'Unicef rese note oggi a Palermo, in occasione dell'incontro dei leader del G7 in programma in Sicilia, luogo simbolo per la crisi dei rifugiati e migranti in Europa.


I dati del 2017 mostrano che il numero di chi, compresi bambini, sta intraprendendo il viaggio per raggiungere l’Europa, nonostante i grandi rischi connessi al viaggio, è in aumento: tra l'1 gennaio e il 23 maggio, oltre 45.000 rifugiati e migranti sono arrivati in Italia via mare con un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo nello scorso anno. Questo dato comprende anche circa 5.500 minorenni non accompagnati e separati – un aumento del 22% dal 2016 – che rappresentano circa il 92% di tutti i bambini arrivati in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale.

"Un numero maggiore di bambini sta affrontando la rotta del Mediterraneo centrale per raggiungere l’Italia - ha detto Justin Forsyth, vice direttore generale Unicef -. Ciò significa che, per questo motivo, stanno morendo ancora più bambini. Un numero record di 26.000 bambini non accompagnati e separati è arrivato in Italia lo scorso anno, ma se il trend attuale continuerà, questo dato sarà ampiamente superato nel 2017".

"Non è un record di cui andare fieri, ma un monito del nostro fallimento collettivo nell’assicurare a questi bambini rifugiati e migranti sicurezza e benessere". Oggi, alla vigilia del G7, l’Unicef, insieme a bambini, volontari e alla Guardia costiera italiana, ha preso parte in un’iniziativa sulla spiaggia di Palermo ad un salvataggio simbolico di barchette di carta per ricordare le migliaia di bambini che hanno rischiato la loro vita, attraversando il Mediterraneo centrale e per lanciare un messaggio ai leader del G7 affinché intervengano per proteggere i bambini migranti.

giovedì 25 maggio 2017

Rifugiati - A giugno i primi arrivi sicuri in Francia con i corridoi umanitari

Riforma.it
Il presidente della Federazione protestante di Francia, pastore François Clavairoly ha confermato per il prossimo mese l’arrivo dal Libano dei primi beneficiari del progetto ecumenico lanciato sul modello italiano dei "corridoi umanitari"


«E’ tutto pronto. I promotori protestanti e cattolici dei “corridoi umanitari” verso la Francia stanno ora solo aspettando il segnale del neo-governo Macron, che ha appena riconfermato il suo impegno a sostenere il nostro progetto. Il primo arrivo di profughi siriani è atteso a giugno». Lo ha confermato il presidente della Federazione protestante di Francia (Fpf), il pastore François Clavairoly, che domenica scorsa, in occasione del Festival internazionale del Cinema di Cannes, alla presenza della 44esima giuria ecumenica del Festival, ha predicato nel tempio protestante della città sul tema della fratellanza e dell’accoglienza.

«La questione è ora nelle mani del neo-ministro dell’Interno Gérard Collomb», ha affermato all’agenzia Nev il pastore Clavairoly, aggiungendo: «Per i trasferimenti aerei abbiamo appena concluso l’accordo con Air France. Aspettiamo di conoscere il giorno preciso del primo volo».

Il progetto, lanciato lo scorso 13 marzo a Parigi alla presenza dell’ex presidente François Hollande, «è stato accolto positivamente sia a livello istituzionale, che a livello della popolazione», ha assicurato il presidente della Fpf: «Siamo davvero felici di riproporre quanto già avviato con successo in Italia. Inoltre, siamo molto riconoscenti per il fatto che, nella nostra laica Francia, questa proposta di natura eminentemente ecumenica sia stata accolta con tanta convinzione».

Nel quadro di un accordo dell’Unione europea la Francia deve accogliere 30mila rifugiati. «Oggi sono non più di 5000 su tutto il territorio – spiega Clavairoly -. Davvero pochi. Il mio augurio è che il nuovo governo francese rispetti gli impegni presi. Non ne sarei affatto sicuro – aggiunge scettico -, e insieme ai nostri partner ecumenici dei “corridoi umanitari”, ci impegneremo affinché il numero dei rifugiati da accogliere venga ulteriormente aumentato, tenendo alta la tradizione francese in materia di diritti fondamentali».

Il protocollo d’intesa per l’attivazione dei “corridoi umanitari” tra Libano e Francia impegna, oltre alla Fpf, anche la Comunità di Sant’Egidio Francia, la Conferenza episcopale francese, l’Entraide Protestante e il Secours Catholique. 

 Il titolo completo del progetto ecumenico è Opération d’accueil solidaire de réfugiés en provenance du Liban – “Operazione d’accoglienza solidale dei rifugiati provenienti dal Libano” – e utilizza la medesima base giuridica del progetto italiano, ovvero l’articolo 25 del Codice dei visti (CE) n. 810/2009. 

Per i prossimi 18 mesi, l’accordo siglato impegna il governo francese a concedere 500 visti umanitari a beneficio di persone in acclarata condizione di vulnerabilità, mentre i cinque enti promotori si faranno carico delle spese, delle strutture d’accoglienza e dell’integrazione dei nuovi arrivati sul suolo francese.